Il D.L. n. 153/2026 impone ai grandi gruppi energetici un’anticipazione pari al 39% delle ritenute e delle imposte sostitutive riferibili agli utili di cui sia stata deliberata la distribuzione e che saranno corrisposti in un esercizio successivo. Non si tratta (fortunatamente) di una nuova imposta, ma l’effetto finanziario è tutt’altro che secondario: le imprese energetiche sono chiamate ad anticipare risorse all’Erario, sostanzialmente finanziandolo, per recuperarle soltanto in futuro, al momento dell’effettiva corresponsione degli utili.
Senza sanzioni gli accertamenti IMU a seguito di rettifica della rendita catastale oggetto di impugnazione
Nel recente passato, non era del tutto pacifico il trattamento sanzionatorio legato alla maggiore IMU pretesa dagli enti locali a seguito della rettifica della rendita catastale operata dall’Amministrazione finanziaria. In assenza di disposizioni che circostanziassero...


