Nelle sentenze del 21 maggio 2026 nelle cause C‑483/23, C‑428/24 e C‑476/24, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che il congelamento dei beni detenuti tramite trust è compatibile con il diritto dell’Unione, anche quando il legame tra il soggetto sanzionato e i beni non è formalmente diretto. La Corte chiarisce che le nozioni di “appartenenza” e “controllo” devono essere interpretate in senso ampio, includendo qualsiasi forma di potere, influenza o vantaggio esercitabile sui beni, anche senza un titolo giuridico formale. I beni possono quindi essere congelati quando il disponente o il beneficiario del trust mantiene un potere di fatto sulle risorse o sulle decisioni del trustee, soprattutto in presenza di strutture giuridiche inutilmente complesse che possano favorire l’elusione delle sanzioni.
Marchi: stop all’uso politico dei segni notori senza giustificazione
Nella sentenza dell’8 settembre 2026 alla causa C-298/23 la Corte di giustizia UE rileva che, per determinare se detto l’uso dei marchi notori IKEA da parte di un partito politico che ha presentato pubblicamente un programma concernente la riforma della politica di...


