Il Consiglio dei ministri del 9 marzo ha recepito in Italia la direttiva UE riguardante l’azione rappresentativa a tutela dei consumatori. L’azione rappresentativa si affianca alla class action, ma non è un’azione di classe. I ricorrenti agiscono anche senza mandato degli interessati effettivi, che possono beneficiare dei risultati dell’iniziativa giudiziaria. Modalità di avvio delle azioni inibitorie, favor processuale per il consumatore e ampia pubblicità delle azioni avviate determinano una connotazione prettamente “consumeristica” dell’azione rappresentativa. Per quali ragioni le imprese dovrebbero valutare con particolare attenzione questo tipo di iniziative a tutela dei consumatori, anche per evitare o prevenire potenziali danni alla continuità produttiva?
Enti bancari: l’UE aggiorna modelli e dati per l’analisi prudenziale
Il regolamento di esecuzione (UE) 2026/1872, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’unione Europea Serie L del 12 agosto 2026, aggiorna le norme tecniche di attuazione del regolamento di esecuzione (UE) 2016/2070 per le comunicazioni previste dall’articolo 78,...

