Il recepimento della direttiva (UE) 2024/1226 mediante il D.Lgs. n. 211/2025 determina l’ingresso di nuove fattispecie nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità degli enti. Come evidenziato dal caso Assonime 3/2026, l’intervento normativo incide sulla struttura della compliance aziendale, imponendo una revisione sostanziale dei modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001. Nel nuovo contesto, il modello 231 deve evolvere in una architettura di controllo interconnessa con i pani interni di conformità orientata alla gestione anticipata e documentabile del rischio sanzionatorio.
Statuti di Spa e Srl: dal Notariato i consigli per verificare le clausole dopo la riforma del TUF
In seguito all’introduzione nell’ordinamento del D.Lgs n. 47/2026 (in vigore dal 29 aprile 2026, attuativo della legge n. 21/2024) che ha modificato le norme del Codice civile e del TUF (D.Lgs. n. 58/1998) devono adeguarsi alle nuove regole su governance,...


