La Corte costituzionale, con la sentenza n. 163 dell’8 ottobre 2026, ha dichiarato illegittime diverse disposizioni della legge della Regione Puglia n. 15/2025. In materia di strutture ricettive, è stata censurata la previsione che subordinava il Codice identificativo regionale (CIR) all’acquisizione del Codice identificativo nazionale (CIN), poiché introduceva un onere aggiuntivo lesivo dell’uniformità del mercato e della competenza statale in materia di tutela della concorrenza. Accolta anche la questione relativa alle limitazioni ai mutamenti di destinazione d’uso degli immobili, ritenute più incisive rispetto alle condizioni consentite dalla normativa statale. Dichiarate inoltre illegittime le disposizioni sulle concessioni idroelettriche che eliminavano il parere dell’Autorità di bacino e fissavano rigidamente in 15 anni la durata della concessione. Inammissibili, invece, le censure riguardanti alcune norme regionali di adeguamento al decreto-legge “Salva casa”.
DURC e composizione negoziata: quando i debiti contributivi non bloccano il rilascio
Un tema centrale per le imprese in crisi è il rilascio del DURC durante la composizione negoziata. A questo proposito l'ordinanza del Tribunale di La Spezia del 27 luglio 2026 ha chiarito che pur escludendo che la composizione negoziata determini una sospensione...


