Il welfare aziendale può essere esteso anche agli amministratori di società, ma l’assimilazione dei relativi compensi ai redditi di lavoro dipendente non determina automaticamente l’accesso alle agevolazioni previste dall’art. 51 del TUIR. Assumono particolare rilievo la corretta individuazione della categoria dei beneficiari, l’assenza di attribuzioni ad personam e la natura remunerata dell’incarico. Quali sono le condizioni e i limiti applicabili, con particolare attenzione, alle posizioni dell’amministratore unico, dei componenti del CdA senza compenso e dell’amministratore che sia anche lavoratore dipendente?
Previdenza complementare con nuove regole: l’analisi Assonime
Con la circolare n. 22 del 2026, Assonime esamina la riforma della previdenza complementare introdotta dalla legge di bilancio 2026 e i successivi interventi attuativi. Tra le principali novità figurano l’adesione automatica dei lavoratori di prima assunzione, il...


