La riforma degli ordinamenti professionali non deve determinare nuove riserve di attività a discapito dei professionisti non iscritti a ordini e collegi. È la richiesta avanzata da CNA Professioni nell’audizione alla Commissione Giustizia della Camera sul Ddl delega A.C. 3068. Secondo CNA, eventuali nuove esclusive devono rispondere a esigenze di interesse generale e superare una verifica di necessità e proporzionalità, salvaguardando le attività oggi liberamente esercitate e valorizzando strumenti di qualificazione come formazione, certificazione delle competenze, attestazioni professionali e norme tecniche UNI.
Previdenza complementare con nuove regole: l’analisi Assonime
Con la circolare n. 22 del 2026, Assonime esamina la riforma della previdenza complementare introdotta dalla legge di bilancio 2026 e i successivi interventi attuativi. Tra le principali novità figurano l’adesione automatica dei lavoratori di prima assunzione, il...


