Nelle conclusioni presentate il 9 settembre 2026 nella causa T-702/25, l’avvocato generale chiarisce l’interpretazione della nozione di “impianto” ai fini dell’applicazione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), evidenziando come anche definizioni apparentemente chiare possano generare incertezze applicative. La questione riguarda la corretta delimitazione del perimetro di un impianto quando più attività, tutte rientranti nell’allegato I della direttiva 2003/87/CE, sono svolte in relazione tra loro. Secondo l’interpretazione proposta dell’articolo 3, lettera e), della direttiva ETS, come modificata dal regolamento (UE) 2024/795, due o più attività devono essere considerate parte di un unico impianto quando sussistono congiuntamente un collegamento tecnico tra esse, lo svolgimento nello stesso sito e la gestione da parte del medesimo operatore. In presenza di tali condizioni, le attività appartengono a un’unica unità tecnica permanente e devono essere trattate come un solo impianto ai fini del sistema ETS.
Confisca dei beni: cosa cambia con le nuove regole su sequestri, cripto-attività e recupero patrimoniale
Il D.Lgs. n. 186/2026, pubblicato nella G.U. 16 ottobre 2026 n. 241, non ridisegna il sistema delle confische ma lo rafforza con innesti mirati. Introduce la confisca per equivalente dei beni strumentali e quella dei beni trasferiti a terzi consapevoli, amplia e...

