Con la sentenza del 16 luglio 2026 rsa nella causa c-158/25, la Corte di Giustizia dell’UE ha evidenziato come non è ammissibile una normativa nazionale che non consente a una persona chiamata in garanzia per il pagamento di un debito d’imposta sul valore aggiunto (IVA) non assolto da una società soggetto passivo di tale imposta di contestare, in via incidentale, nell’ambito del suo ricorso avverso la decisione di chiamata in garanzia, l’avviso di accertamento precedentemente adottato nei confronti di tale società e divenuto definitivo.
Trascrizione dell’atto di assegnazione di fabbricati ad ente pubblico: il trattamento fiscale
Con la risposta a interpello n. 195 del 30 ottobre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che anche ai fini dell'applicazione delle imposte ipotecaria e catastale l'assegnazione da parte dei fondi ai quotisti dei beni immobili apportati va considerata quale atto...

