Con la sentenza del 16 luglio 2026 rsa nella causa c-158/25, la Corte di Giustizia dell’UE ha evidenziato come non è ammissibile una normativa nazionale che non consente a una persona chiamata in garanzia per il pagamento di un debito d’imposta sul valore aggiunto (IVA) non assolto da una società soggetto passivo di tale imposta di contestare, in via incidentale, nell’ambito del suo ricorso avverso la decisione di chiamata in garanzia, l’avviso di accertamento precedentemente adottato nei confronti di tale società e divenuto definitivo.
L’imposta di donazione in caso di riqualificazione del trust estero e/o della residenza del disponente
Le regole di territorialità dei trasferimenti derivanti da trust e da altri vincoli di destinazione prevedono che, qualora il disponente del trust sia residente (fiscalmente) in Italia al momento della separazione patrimoniale, l’imposta è dovuta in relazione a tutti...


