La sentenza C-767/23 della Corte di Giustizia UE rafforza in modo significativo l’obbligo motivazionale in caso di diniego di rinvio pregiudiziale: nel rifiutare il rinvio, il giudice nazionale di ultima istanza deve fornire una motivazione specifica, concreta e verificabile. Le implicazioni pratiche sono particolarmente rilevanti nel contenzioso tributario, dove frequentemente emergono questioni di diritto unionale, specie in materia di IVA, accise e aiuti di Stato: la mancata motivazione sul diniego di rinvio può incidere direttamente sulla legittimità della sentenza e sulla sua tenuta nei successivi gradi di giudizio.
Transizione demografica: una sfida urgente per il futuro delle professioni
Favorire percorsi strutturati di affiancamento tra professionisti senior e giovani, rendere l’accesso alla professione economicamente sostenibile, sostenere la tutela della genitorialità e la conciliazione tra vita e lavoro, facilitare la crescita dimensionale e...

