La Corte di Cassazione ha disatteso la prassi ventennale dell’INPS in merito alla determinazione della base imponibile contributiva per i soci di S.r.l. iscritti alle gestioni artigiani e commercianti. Ove si decidesse di applicare, già per la stagione dichiarativa 2026, il principio enunciato dalla Suprema Corte, tuttavia, questo andrebbe formalmente applicato per l’intero, non solo ove l’esito sia un minore versamento, ma anche ove comporti l’emersione di un maggior imponibile. Allo stato attuale, appare quindi prudente continuare ad applicare l’orientamento dell’INPS anche per le dichiarazioni in scadenza al 2 novembre 2026 e attendere che l’Istituto emani una procedura di raccordo che possa consentire di transitare, senza necessità di un contenzioso, al nuovo indirizzo sostenuto dalla Corte di Cassazione.
Transizione demografica: una sfida urgente per il futuro delle professioni
Favorire percorsi strutturati di affiancamento tra professionisti senior e giovani, rendere l’accesso alla professione economicamente sostenibile, sostenere la tutela della genitorialità e la conciliazione tra vita e lavoro, facilitare la crescita dimensionale e...

