Il contribuente deve adempiere fedelmente e fattivamente, senza comportamenti elusivi o artificiosi, in modo da partecipare alle spese pubbliche secondo la propria capacità contributiva, come insegna l’art. 53 Cost.; l’Amministrazione finanziaria ha il dovere di controllare la correttezza degli adempimenti posti in essere dal privato, favorendo però la compliance e senza adottare misure inutilmente gravose e pervasive, come insegna anche la CEDU. Solo dal contemperamento di queste due esigenze si fonda il necessario patto di fiducia fra Stato e cittadino, che si pone alla base del fenomeno dell’imposizione fiscale. Capita che la lettura di alcune sentenze della Corte di cassazione conducano a qualche amara constatazione sull’effettiva applicazione dei principi che, a mio parere, costituiscono l’asse fondante dell’intero Statuto dei diritti del contribuente.
Un pieno di novità con il decreto Omnibus
Auto aziendali e fringe benefit, crediti d’imposta acquistati dai professionisti, costi pluriennali, detrazione IVA. E ancora concordato preventivo biennale e nuovo ravvedimento speciale 2020-2023 (ma solo per chi rinnova il CPB per il biennio 2026/2027): sono molte e...


