La Corte costituzionale, con la sentenza n. 185 del 16 dicembre 2025, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sulla riforma del reato di traffico di influenze illecite del 2024. Pur riducendo l’ambito della tutela penale, la riforma non viola gli obblighi della Convenzione di Strasburgo, che richiede di punire l’“influenza impropria” ma lascia agli Stati un margine di discrezionalità nel definirne i confini. La Corte ha ritenuto legittima la scelta del legislatore italiano di limitare il reato ai casi in cui la mediazione sia finalizzata alla commissione di un reato da parte del pubblico ufficiale. Ha inoltre sottolineato la necessità di una disciplina organica del lobbying, utile a distinguere chiaramente tra intermediazione lecita e illecita e a rafforzare la tutela dell’imparzialità amministrativa.
Dazi e assicurazioni: le coperture utili per le imprese esportatrici
In che modo i dazi influenzano le esportazioni e quali sono le polizze assicurative che proteggono le imprese? La crescente incertezza dovuta ai dazi e alle tensioni commerciali impone alle imprese esportatrici di adottare strategie di protezione. Le polizze...


