Con le conclusioni del 10 luglio 2025 alla causa C-797/23, l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Ue ritiene che i poteri attribuiti all’AGCOM, compresa la definizione di criteri indicativi di remunerazione, la risoluzione di divergenze e il controllo dell’obbligo di informazione, sono ammissibili se rimangono in un quadro di assistenza e non privano le parti della loro libertà contrattuale. Tali meccanismi mirano a ristabilire un equilibrio in un mercato caratterizzato da una forte asimmetria tra piattaforme ed editori. Secondo l’avvocato generale, le limitazioni così introdotte non pregiudicano la libertà d’impresa tutelata dalla Carta, dal momento che perseguono un obiettivo di interesse generale riconosciuto dal legislatore europeo: rafforzare la sostenibilità economica della stampa, pilastro fondamentale della democrazia.
Marchi: stop all’uso politico dei segni notori senza giustificazione
Nella sentenza dell’8 settembre 2026 alla causa C-298/23 la Corte di giustizia UE rileva che, per determinare se detto l’uso dei marchi notori IKEA da parte di un partito politico che ha presentato pubblicamente un programma concernente la riforma della politica di...


