Con la sentenza del 24 settembre 2026, causa C-900/24, la Corte di giustizia UE ha stabilito che la direttiva sulle clausole abusive osta a una normativa o prassi nazionale che mantenga gli effetti di una clausola contrattuale abusiva qualora il consumatore non abbia contestato gli aumenti di prezzo entro tre anni. Il caso riguarda un contratto di teleriscaldamento nel quale una clausola di revisione dei prezzi, successivamente modificata unilateralmente dal fornitore, è stata ritenuta abusiva dai giudici tedeschi. Secondo la Corte, la regola dei tre anni finisce per preservare, anche solo in parte, gli effetti della clausola abusiva a danno del consumatore, in contrasto con la tutela garantita dal diritto dell’Unione. Inoltre, il giudice nazionale deve disapplicare la clausola abusiva senza poterne modificare il contenuto, salvo il ricorso a disposizioni imperative idonee a colmare la lacuna contrattuale derivante dalla sua eliminazione.
Rendiconto di sostenibilità: ESRS semplificati dal 2027. Cosa fare per il 2026?
Il regolamento delegato (UE) n. 2026/1563, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea Serie L del 21 settembre 2026, rinnova gli ESRS e ne dispone l’applicazione agli esercizi iniziati dal 1° gennaio 2027. Gli ESRS, i principi europei di rendicontazione...


