La questione degli extraprofitti si è riaffacciata anche nel 2026. È di questi giorni, avvitata ad un quadro economico fortemente penalizzato dalla guerra e da una crisi energetica mondiale, la proposta di tassare imprese che si sarebbero arricchite senza merito. Mi chiedo: siamo di fronte a una proposta dipendente da ragioni tecniche? Oppure si tratta di un’imposizione taumaturgica ideata per mere ragioni di maquillage del bilancio pubblico? Oppure un prelievo a matrice valoriale, dettato da finalità puramente sociali? L’extraprofitto è un concetto creato dagli economisti ed è solamente un pezzo del reddito d’impresa o dell’utile di bilancio, a seconda che lo si guardi dal punto di vista della dichiarazione tributaria o da quello delle scritture contabili. Immeritato o meritato, l’extraprofitto non è un concetto pre-normativo, se non nei limiti in cui lo si consideri già inglobato nell’utile o nel reddito. Non vive insomma di luce propria, ma di luce riflessa: assume consistenza giuridica solamente in ragione dell’intervento legislativo, come risultato di una specificazione normativa finalizzata all’applicazione di un’imposta o alla determinazione di un contributo straordinario. In altre parole, la legge se ne occupa e, nel farlo, gli conferisce dignità.
IRES premiale: verifica dei requisiti e test di cumulo nel modello Redditi SC 2026
Per i soggetti con esercizio solare, il beneficio dell'IRES premiale è riconosciuto sul reddito 2025 dichiarato nel modello Redditi SC 2026: l'aliquota ridotta (dal 24 al 20 per cento) si applica, in via generale, all'intero reddito d'impresa dichiarato. Prima di...


