Nel processo tributario telematico, la scelta del formato con cui notificare il ricorso non è un dettaglio meramente informatico. La questione assume particolare rilievo quando il difensore redige e sottoscrive il ricorso su supporto cartaceo e lo trasmette all’Amministrazione finanziaria tramite PEC sotto forma di copia per immagine, anziché utilizzare un documento informatico nativo. È proprio questa fattispecie a essere esaminata dalla Corte di cassazione, sezione tributaria, con ordinanza 8 ottobre 2026, n. 26456, che riconduce il vizio alla categoria della nullità (sanabile con la costituzione dell’Agenzia delle Entrate), escludendo l’inesistenza della notificazione.
La certezza fiscale passa attraverso il TCF e l’adempimento collaborativo
L’impresa può conseguire certezza, in campo fiscale, attraverso l’adesione all’adempimento collaborativo: benefici ambientali, correlati al termine di accertamento ridotto e alle modalità con cui si svolgono i controlli fiscali, si uniscono a benefici sanzionatori,...

