Nella legge di Bilancio 2023 dovrebbe trovare spazio l’aumento del volume di ricavi che consente l’accesso al regime forfettario. Peraltro, salvo una modifica al limite di esonero vigente, i soggetti ammessi al “nuovo” regime forfetario saranno tenuti ad applicare l’IVA. Inoltre, considerando che l’aliquota mediamente applicata dai soggetti che dichiarano ricavi tra 65.000 e 100.000 euro è pari a circa il 26% (corrispondente a un reddito medio di 30.000 euro) e che nel regime forfetario il reddito viene individuato sulla base di aliquote diversificate applicate sul volume di ricavi/compensi dichiarati, l’accesso al “nuovo” regime forfetario (e l’applicazione di un’aliquota inferiore su un reddito più alto) potrebbe comportare imposte più elevate rispetto a quelle dovute con il regime ordinario.
Public CbCR in scadenza al 30 giugno per le società infrannuali
Il D.Lgs. n. 128/2024, di recepimento della direttiva UE n. 2021/2101, ha introdotto per talune società l’obbligo del Public Country by Country Report, una comunicazione dettagliata sulle imposte sul reddito corrisposte in ciascun Paese in cui operano. La disciplina...


