Il vademecum per le PMI sulla gestione della crisi d’impresa pubblicato dal CNDCEC mette in evidenza che l’obbligo di dotarsi di adeguati assetti organizzativi e contabili, per prevenire l’emersione della crisi e della perdita di continuità aziendale, non vuol dire costringere gli imprenditori ad una gestione senza rischi, o comunque prudente. Infatti, il rischio è sempre collegato all’attività di impresa e, spesso, scelte rischiose hanno determinato iniziative di grande successo. Le recenti normative richiedono semplicemente di essere attento a ogni segnale e di essere reattivo in questo senso, in quanto la crisi ha un impatto non limitato all’imprenditore, ma coinvolge e può danneggiare anche terzi (dipendenti, creditori, Stato, clienti, fornitori, ecc.). Quali sono i consigli dei commercialisti per le PMI?
MiCAR: indicata la nuova tipologia di “Prestatori di servizi per le cripto-attività”
L’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia comunica che gli operatori, iscritti nell’anagrafe dei segnalanti della UIF come “Prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale” (codice 79) oppure “Prestatori di servizi di portafoglio digitale”...


