La Commissione europea ha avviato procedure d’infrazione nei confronti di numerosi Stati membri, tra cui l’Italia, per il mancato o incompleto recepimento di alcune direttive UE entro le scadenze previste. In particolare, le contestazioni riguardano la Direttiva sul diritto alla riparazione e la relativa direttiva delegata, che rafforzano i diritti dei consumatori favorendo la riparazione dei prodotti e ampliandone l’ambito di applicazione ai sistemi di riscaldamento domestico. Inoltre, la Commissione richiama gli Stati per il mancato recepimento delle nuove norme sulle emissioni industriali e degli allevamenti zootecnici, finalizzate a ridurre l’inquinamento, promuovere tecnologie più sostenibili e rafforzare i diritti dei cittadini all’informazione e al risarcimento dei danni sanitari. Gli Stati interessati dispongono di due mesi per rispondere alle lettere di costituzione in mora e colmare le carenze; in caso contrario, potrà essere emesso un parere motivato.
Patto di prova: il richiamo al livello di inquadramento non basta a garantirne la validità
Con l’ordinanza n. 17074/2026 la Corte di Cassazione torna nuovamente sul tema dei requisiti necessari per la valida stipulazione del patto di prova nel contratto individuale di lavoro. I giudici della Suprema Corte hanno ribadito il principio secondo cui la mera...