La legge di Bilancio 2023, come modificata dal decreto Bollette, ha previsto la possibilità di definire in misura agevolata le controversie tributarie, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, in cui è parte l’Agenzia delle Entrate o l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La domanda di definizione può essere presentata (entro il termine del 2 ottobre) a giudizio di primo o secondo grado concluso, con sentenza ancora impugnabile, ovvero in pendenza di giudizio. A seconda dello stato in cui si trova il giudizio al momento della presentazione della domanda, conseguono effetti processuali diversi che meritano di essere evidenziati al fine di evitare pregiudizi in capo al contribuente.
Dichiarazione integrativa: le regole da seguire (ma non in caso di ripensamento)
Con la risposta a interpello n. 147 del 2026 l’Agenzia delle Entrate ha confermato che la dichiarazione integrativa può essere presentata al solo fine di correggere errori od omissioni nell'indicazione di elementi funzionali alla determinazione del reddito imponibile...


