La Commissione europea ha proposto un sistema comune di classificazione e valutazione ambientale per i centri dati con capacità superiore a 500 kW, con l’obiettivo di monitorarne i consumi di energia e acqua e incentivarne la sostenibilità. Considerata la crescita trainata dall’intelligenza artificiale, che vedrà i consumi elettrici del settore raddoppiare fino a 114 TWh entro il 2030, l’iniziativa mira a triplicare la capacità di calcolo europea limitando al contempo l’impatto su reti e risorse naturali. Il sistema misurerà la trasparenza operativa, la flessibilità energetica e il contributo alla rete, come il riutilizzo del calore di scarto. L’atto delegato è ora al vaglio di Parlamento e Consiglio UE, mentre i primi marchi di sostenibilità sono previsti per il 2027. Parallelamente, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica sulle norme minime di prestazione per i centri dati che operano in Europa che si concluderà il 14 dicembre 2026.
Patto di prova: il richiamo al livello di inquadramento non basta a garantirne la validità
Con l’ordinanza n. 17074/2026 la Corte di Cassazione torna nuovamente sul tema dei requisiti necessari per la valida stipulazione del patto di prova nel contratto individuale di lavoro. I giudici della Suprema Corte hanno ribadito il principio secondo cui la mera...