Nel 2025 il giudice tributario di primo grado ha posto le spese a carico dell’ufficio nel 60,3% delle decisioni favorevoli al contribuente, ma soltanto nel 17,4% degli “altri esiti”, la categoria statistica che comprende, fra l’altro, la cessazione della materia del contendere, dove le spese sono state compensate nel 68,7% dei casi. Lo documenta la Relazione annuale del Dipartimento della Giustizia tributaria. Eppure, quando l’ufficio annulla l’atto in autotutela dopo il ricorso, la regola è la soccombenza virtuale. Due varchi riaprono la strada alla compensazione: il filtro dell’illegittimità “manifesta” fin dall’origine e i documenti decisivi prodotti solo in giudizio. Il Testo Unico applicabile dal 2027 non li chiude, ma possono farlo il correttivo approvato in esame preliminare il 13 ottobre e il Codice tributario. Nel frattempo, la soccombenza virtuale va preparata prima del ricorso e domandata per iscritto.
La certezza fiscale passa attraverso il TCF e l’adempimento collaborativo
L’impresa può conseguire certezza, in campo fiscale, attraverso l’adesione all’adempimento collaborativo: benefici ambientali, correlati al termine di accertamento ridotto e alle modalità con cui si svolgono i controlli fiscali, si uniscono a benefici sanzionatori,...

