La Corte di giustizia UE, con la sentenza 3 settembre 2026 relativa alla causa C‑798/24, ha dichiarato che la direttiva 2017/1132 non impone agli Stati membri la pubblicazione dei dati di tutti gli azionisti delle società per azioni, inclusi quelli di minoranza. Quanto al RGPD, la Corte riconosce che la divulgazione online dei dati personali degli azionisti, accessibile senza alcuna condizione o legittimo interesse, costituisce una grave ingerenza nei diritti fondamentali alla vita privata e alla protezione dei dati. Tale divulgazione non risulta idonea, necessaria né proporzionata rispetto agli obiettivi di trasparenza imprenditoriale, prevenzione del riciclaggio e attuazione delle sanzioni. La Corte rileva inoltre l’assenza di garanzie adeguate contro gli abusi, poiché i dati possono essere consultati e scaricati liberamente. Ne consegue che il diritto dell’Unione osta a una normativa nazionale che imponga tale pubblicazione indiscriminata.
MiCAR: indicata la nuova tipologia di “Prestatori di servizi per le cripto-attività”
L’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia comunica che gli operatori, iscritti nell’anagrafe dei segnalanti della UIF come “Prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale” (codice 79) oppure “Prestatori di servizi di portafoglio digitale”...

