Per le cessioni di terreni non edificabili, che danno luogo a plusvalenza tassabile se effettuate entro 5 anni dall’acquisto, il contribuente può optare per un regime sostitutivo, che prevede l’applicazione dell’imposta con l’aliquota del 26%, in luogo dell’IRPEF con aliquota ordinarie. La maggiore convenienza della tassazione ordinaria/sostitutiva dipende principalmente dalla situazione reddituale del cedente e dall’ammontare della plusvalenza. Fermo restando che l’applicazione dell’imposta sostitutiva presenta alcuni vantaggi pratici: è versata direttamente dal notaio al momento della stipula dell’atto, estingue definitivamente il debito d’imposta sulla plusvalenza e solleva il contribuente dall’obbligo di dichiarare tale reddito ai fini IRPEF.
Trascrizione dell’atto di assegnazione di fabbricati ad ente pubblico: il trattamento fiscale
Con la risposta a interpello n. 195 del 30 ottobre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che anche ai fini dell'applicazione delle imposte ipotecaria e catastale l'assegnazione da parte dei fondi ai quotisti dei beni immobili apportati va considerata quale atto...

