Per incentivare l’adesione al concordato preventivo biennale al contribuente viene riconosciuta la possibilità di fruire di un’imposta sostitutiva, di entità variabile in funzione del risultato di affidabilità fiscale conseguito, da applicarsi sulla differenza tra il reddito concordato accettato e il reddito dell’esercizio di riferimento in funzione del quale la proposta biennale è stata elaborata. A decorrere dal 13 giugno 2025, il D.Lgs. n. 81/2025 (decreto correttivo della riforma fiscale) ha introdotto una limitazione all’importo massimo agevolabile. L’agevolazione ha quindi un’applicazione/estensione differente a seconda di quando il contribuente abbia aderito al CPB, con ricadute sulla compilazione della prima sezione del quadro CP del modello Redditi 2026.
Base imponibile IVA delle permute a costo complessivo, ma di chi?
Le nuove disposizioni in materia di base imponibile IVA nelle permute hanno lo scopo di allineare la disciplina nazionale all’acclarata diversa interpretazione della direttiva IVA che poggia sull’art. 73 (e non, invece, salvo limitate eccezioni, sull’art. 80). Il...


