L’addebito delle spese comuni tra professionisti che condividono lo stesso studio (ad esempio, affitto, utenze, segreteria, etc.) non è espressamente regolato da una norma specifica, ma è delineata dalla prassi amministrativa. Ai fini IVA si possono rappresentare diversi scenari. Con la risposta a interpello n. 189 del 2025 l’Agenzia delle Entrate ha fornito utili indicazioni: nel caso di soggetti a detrazione piena, è consigliabile evitare di configurare il rapporto come mandato senza rappresentanza; qualora, invece, un professionista sia soggetto a detrazione limitata, la formalizzazione di un mandato senza rappresentanza può comportare un risparmio d’imposta.
Il credito del Gruppo IVA non può essere ceduto al consolidato fiscale
Con la risposta a interpello n. 88 del 2026, l’Agenzia delle Entrate ha escluso la possibilità di trasferire il credito IVA dal Gruppo IVA al consolidato fiscale nazionale. Una interpretazione rigorosa del principio di identità soggettiva che conduce all’assimilazione...


